mercoledì 9 novembre 2011

Il bambino è Padre dell'Uomo.

Forse prima di imparare ad essere figli dobbiamo imparare ad essere padri.

Comincio a pensare che non sia la consecuzione temporale a dirci quando diveniamo capaci di interpretare e capire fino in fondo un ruolo che magari stiamo ricoprendo da anni.

Nasciamo figli: e non è mai facile, per un figlio, capire il perché del comportamento di un genitore. Il perché di certe scelte. Il perché di determinate privazioni. Il perché di uno sguardo austero e compiaciuto o il perché del rifiuto di una parola di conforto e di appoggio.
Eppure, l'essere figlio è la prima cosa che a questo mondo tutti sperimentiamo.
Ci diciamo sempre che un padre è colui che ha il compito di mostrare ad un figlio come scegliere, distinguere il proprio bene dal male: colui che ha il compito di guidarlo e di seguirlo verso il suo diventare uomo.
Ma la verità, è che nessuno ci insegna o ci dice come un padre debba accompagnare un bambino, un ragazzo nel corso della crescita; quale sia il modo migliore e più sereno per inculcare, di questa vita, in una mente innocente e incosciente, le responsabilità, i valori e le armi.
Ogni uomo, quando si appresta ad essere padre a sua volta, altro non ha che la propria esperienza di figlio con tutti gli errori, le sofferenze e le gioie del caso.


Comincio a pensare che un esempio, in fondo, non possa essere giudicato.
Se grazie a mio padre sono l'uomo di oggi - mi chiedo- ha forse importanza indagare se lo sia diventato per emulazione o per contrappasso? 
O quello che conta è solo la consapevolezza che è un figlio, diventato uomo prima di te, a renderti a sua volta, figlio prima e uomo poi?
Non mi ha forse a suo modo, nonostante tutto, fatto diventare esattamente quel tipo di uomo che ho sempre voluto essere?


Il fatto certo, quello imprescindibile è che un uomo diventa padre con la speranza di vedere un giorno, il proprio figlio guardare alla vita con l'orgoglio e l'entusiasmo di se stesso e delle proprie radici. 
Penso che forse ho tolto al mio la più grande gioia che un padre possa ricevere: essere guardato oltre ad uno sguardo austero e compiaciuto e sentirsi fiero di leggere nello sguardo di un figlio gratitudine e rispetto.


Per emulazione o per contrappasso quindi, spero, prima o poi, di rendere lui ed i miei figli fieri dell'uomo e del padre che imparerò ad essere un giorno.
Perché oggi, forse, ho imparato almeno ad essere figlio.


A.

7 commenti:

  1. Ciao
    è molto emozionante il pensiero condiviso;io posso solo dire,che sto finendo di apprendere come "essere figlio".Ho emulato molte cose di mio Padre,oggi riesco a dire a Lui GRAZIE!Le cose che mi ha insegnato mi fanno essere ciò che sono oggi.

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  2. Ho capito in cosa sono mancato nel mio essere figlio troppo tardi per poter ringraziare mio padre guardandolo in faccia. Anche imparando a conoscere lui, a riconoscere quanto la sua presenza austera fosse un caposaldo della mia vita ( quanto lo sia la sua assenza ora), nonostante tutto, ho avuto modo di apprendere, di conoscere fisicamente ed emotivamente, quello di cui i miei figli hanno bisogno; quello che sempre tacitamente richiedono e quello che mai, invece, vorrebbero ricevere. Ho imparato in tutto l'astio e la non comprensione, l'importanza della trasparenza. A.

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  3. argomento delicato,ricco di sfumature e implicazioni.Noi siamo il frutto degli insegnamenti e dei comportamenti appresi,sia che li abbiamo accettati ed interiorizzati,sia che li abbiamo rifiutati.Solo quando diventiamo a nostra volta genitori comprendiamo le difficoltà e le incertezze che questo ruolo comporta,compreso il fare pace con le inquietudini e le ribellioni che a volte caratterizzano il nostro rapporto come figli,per diventare,si spera, adulti e genitori migliori.

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  4. Credo che ognuno di noi possa, in qualche modo, rivedersi in questa riflessione.. Essere figli, in fondo hai ragione, è un ruolo, se possibile a volte scomodo, carico di pressioni; vuoi per le incomprensioni, vuoi per alcune necessità che i tuoi genitori poi a pieno non riusciranno mai a comprendere e, di conseguenza, mai a soddisfare. Quello che conta è capire che siamo e saremo sempre il prodotto di tutte le gioie, di tutti gli insegnamenti e di tutte quelle tensioni, incomprensioni e insoddisfazioni.. Quello che conta.. è trasmettere a tuo figlio, un giorno, che questa catena è il senso della vita! Un bacio. Je'

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  5. Grazie a tutti, per la presenza e per i commenti. Spero che questo spazio sia utile a far fluire idee. I pensieri e le esperienze almeno ci arricchiscono la mente. A.

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