sono i figli e le figlie della speranza
che in se stessa è la vita.
Essi non vengono da te,
e non ti appartengono.
Puoi amarli,
ma non costringerli ai tuoi pensieri,
perché essi hanno i loro pensieri.
Puoi custodire i loro corpi,
ma non le loro anime,
poiché abitano nella casa del futuro
che neppure in sogno potrai visitare.
Cercherai di imitarli
ma non potrai farli simili a te,
poiché la vita procede
e non s'attarda su ieri.
Tu sei l'arco
che lanci i figli verso il domani.
Fai che l'inclinazione
della tua mano d'arciere
sia per la loro gioia.
( Kahlil Gibran )
Fai che l'inclinazione della tua mano d'arciere sia per la loro Vita, perché per quanto la tua mano d'arciere sia ferma, nessuno mai potrà dirti con certezza in che direzione o luogo, la tua freccia sarà destinata a cadere.
La verità, mi ha insegnato la vita è che l'origine di ogni mio più sano istinto di protezione deriva dalla consapevolezza amara ma reale di non essere umanamente in grado di dare ad un figlio tutto quello di cui ha bisogno, perché purtroppo nulla dipende totalmente e direttamente dalle mie stesse mani.
Fai che l'inclinazione della tua mano d'arciere sia per la loro Vita, perché per quanto la tua mano d'arciere sia ferma, nessuno mai potrà dirti con certezza in che direzione o luogo, la tua freccia sarà destinata a cadere.
Questo è quello che la mia esperienza ogni giorno mi insegna: essere padre, agire come padre è un po', in fondo, muoversi a passi lenti e titubanti su di un filo tessuto a metà tra passato tangibile ed incertezza.
Un figlio è la prima vera speranza per la vita e al tempo stesso la prima reale paura. Ricordo ancora con terrore la prima volta in cui, stringendo un bimbo di poche ore al mio petto, mi ritrovai a pensare tra me e me a come avrei mai potuto io prendermi cura di un essere così piccolo, fragile e al tempo stesso così forte da farmi sentire insicuro ed inadatto della sua dipendenza da me.
La verità, mi ha insegnato la vita, è che è proprio l'insicurezza a far nascere e crescere le guide migliori: quelle che, esuli da presunzione di giudizio o di conoscenza perfetta, si limitano ad osservare e ad accompagnare il cammino altrui lasciando che sia il puro viaggiatore a scegliere quali percorsi, quali vie di questa vita percorrere. Quelle che si limitano ad osservarne i passi seguendo da un angolo, con occhio attento, amorevole e con un palmo teso, sempre pronto ad attutire e curare, in caso di bisogno, quei piccoli o gravi danni che da ogni caduta o da ogni curva troppo spigolosa, potranno risultare.
Ho imparato che anche nel ruolo di padre è imprescindibile il senso dell'errore.
La verità, mi ha insegnato la vita è che l'origine di ogni mio più sano istinto di protezione deriva dalla consapevolezza amara ma reale di non essere umanamente in grado di dare ad un figlio tutto quello di cui ha bisogno, perché purtroppo nulla dipende totalmente e direttamente dalle mie stesse mani.
Ho capito ed accettato quanto vitale sia la paura per ogni passo di questo viaggio; perché è il mestiere più difficile del mondo ritrovarsi a dover dare consigli o supportare il cammino di un figlio che ami più di te stesso, sperando nell'incertezza, di riuscire in qualche modo a fargli avere il meglio: nella vita, dalla vita, il meglio di sé, il meglio di te, il meglio del tuo amare essere padre.
La verità, mi ha insegnato la vita, è che quello che conta veramente è donarsi fino in fondo in giusto ed errore, senza remore o riserve........
ed io sì, voglio donare ai miei figli tutto quello che in questa vita, fino ad oggi ho imparato e farlo con un cuore aperto e puro quanto il loro; pronto ad accettare tutto quello che ancora i giorni a venire e la loro esperienza hanno da offrirmi: sia qualche consiglio o sia qualche strigliata.
A.

Bella,bellissima riflessione,che muove in chi è genitore,di figli piccoli o grandi,non importa,tutta una serie di pensieri,di dubbi,di speranze.Quando nasce un bimbo veniamo travolti da una serie di emozioni,di aspettative,all'improvviso,cambiano schemi e comportamenti,muta la visione che fino ad allora abbiamo avuto del mondo e della realtà.prendiamo coscienza delle difficoltà che abbiamo incontrato nel cammino,e ci sembra che l'esserino che teniamo tra le braccia non potrà mai affrontarle a sua volta.Non possiamo cambiare il mondo e le sue brutture,possiamo solo attrezzarli per affrontare al meglio ciò che incontreranno,e preservare per un tempo ragionevole la visione pulita che i bambini hanno della realtà,assecondando quel breve,magico periodo della vita in cui realtà e fantasia si fondono.Non c'è tecnica che insegni a crescere un bambino,un giovane,un adulto, felice,consapevole,equilibrato,occorre solo un genitore con la voglia di capire che ogni essere sente le cose in modo diverso ed esclusivo,con la volontà di "esserci",di crescere con loro e per loro,per poi fare un passo indietro quando saranno pronti al volo.
RispondiElimina